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Alle origini di Santa Maria dello Spasimo e dell’urbanizzazione di Palermo   475


                    stoccaggio delle merci che giungevano nel porto e per il deposito delle
                    armi necessarie alla vicina cittadella; nel 1514 ne affittava alla Regia
                    Corte due appena edificati «prope ecclesiam sancte Barbare». L’opera-
                    zione voluta da Sanchez fu l’inizio della lottizzazione dell’area che coin-
                    volse, ben presto, anche i giardini vicini come quelli della confraternita
                    di  Santa  Maria  dell’Annunziata,  o  delle  famiglie  Valdaura  e  de
                    Franco .
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                       Il complesso di Santa Barbara nel 1549 tornò ai monaci per vo-
                    lontà testamentaria di Ludovico Sanchez, figlio di Aloisio, per essere
                    nuovamente ceduto a Benedetto Trucco e Antonio Russo per un ca-
                    none di trentacinque onze e, poi, nel 1565 a Francesco Campana per
                    trentasette onze e sei tarì. Nell’atto il notaio Cannatella descriveva il
                    complesso definendolo «tenimentum unum domorum magnum cum
                    suis stanciis turri viridario ditti tenimenti domorum sito in quarterio
                    Conciarie in contrata Terracene per oppositum Castri ad mare Pa-
                    normi» .
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                       Non si faceva menzione della chiesa di Santa Barbara che, infatti,
                    nel  1576,  sarebbe  stata  affidata  dall’abate  per  la  celebrazione  delle
                    messe a due frati minori conventuali riformati di Monte Pellegrino, Fi-
                    lippo de Pani e Angelo de Flumine. La chiesa di Santa Barbara veniva
                    identificata nell’atto dal notaio Guagliardo come «existens in frontespi-
                    tio Castri ad mare» . Anche la chiesa, però, avrebbe ben presto seguito
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                    la sorte degli altri beni donati dallo Sclafani ai monaci uscendo, a fine
                    secolo, dall’orbita olivetana .
                                               79
                       La precisione con cui nella documentazione viene definita l’ubica-
                    zione del viridarium dello Sclafani e l’attività di lottizzazione portata
                    avanti nella prima metà del XVI secolo da Aloisio Sanchez consen-
                    tono di identificare la zona dell’antica chiesa di Santa Barbara e del
                    viridarium (fig. 3).











                       76  M. Vesco, Viridaria e città cit., pp. 69-83 e p. 187.
                       77  28-01-1565. Asp, Notai defunti, I stanza, notaio Giuseppe Cannatella, reg.
                    6866, cc.  non numerate; Asp, Spasimo, busta 67, c. 51v.
                       78  08-11-1576. Asp, Notai defunti, I stanza, notaio Cusimano Guagliardo, reg.
                    4181, c. 274.
                       79  Asp, Notai defunti, I stanza, notaio Giovanni Battista Manso, reg. 8051, cc.
                    1068v-1074r; G. Mendola, Da Calatamauro allo Spasimo: gli olivetani a Palermo
                    cit., pp. 383-384.


                                               Mediterranea - ricerche storiche - Anno XX - Dicembre 2023
                                                           ISSN 1824-3010 (stampa)  ISSN 1828-230X (online)
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