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                sempre esempio di una dinamica e «first modern economy», oltre che
                stato coloniale di indubbio successo, almeno in questi secoli cruciali .
                                                                                  10
                   D’altro canto se era l’intera penisola italiana che doveva affrontare
                a livello internazionale una dura concorrenza nel settore marittimo,
                era nel Mediterraneo e in misura crescente nel Mediterraneo Orientale
                –  dove  si  stagliava  quel  colosso  economico  e  militare  rappresentato
                dall’Impero ottomano, e dove l’economia veneziana aveva svolto da se-
                coli una funzione essenziale  – che la Repubblica era messa a dura
                prova dovendo reagire a tale confronto, nell’auspicio di non perdere il
                totale controllo dei suoi tradizionali spazi geografici ed economici.
                   Nel perseguire tali strategie sembra proponibile indicare nella man-
                cata creazione di compagnie commerciali un fattore di crescente debo-
                lezza: un aspetto questo individuabile sia a Venezia che negli altri stati
                regionali italiani, tanto più risolutivo in quanto induce a un confronto
                con quelle compagnie che erano sostenute dagli stati-nazione in corso
                di formazione. Ovviamente in questo campo di studi si è sviluppato un
                orientamento che ha messo in evidenza volta a volta fattori culturali e
                religiosi, gli intrinseci legami che unirono ad esempio le monarchie
                iberiche con i loro commercianti, oppure il grado di imprenditorialità
                espresso dal caso inglese (Compagnia delle Indie Orientali) e ancor più
                da quello olandese, attraverso la VOC: un’imprenditorialità quest’ul-
                tima, talvolta senza scrupoli, ma che si contraddistingueva rispetto a
                un eccessivo e forse frenante intervento della monarchia francese.
                   Nel caso veneziano il ruolo del patriziato, supremo regolatore della
                vita economica e istituzionale dello stato, rappresentò sicuramente un
                ostacolo determinante. Creare delle compagnie, anche se solo semi-
                pubbliche ma aperte a un azionariato diffuso e a forze sociali più lar-
                ghe rispetto alla classe dirigente, introducendo quindi il concetto di
                responsabilità individuale e di rischio legato all’investimento aziona-
                rio, rappresentava un elemento di scardinamento del tradizionale as-
                setto sociale e istituzionale. Questo si identificava con una classe di
                governo dedita sin dalle origini delle fortune veneziane con le attività
                commerciali interpretate, sulla scia di una lunga tradizione storiogra-
                fica (a iniziare dagli studi di Frederic Lane) come una sorta di «board
                of governors» .
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                   Una compagnia commerciale fu tentata tuttavia nel 1662-1663, pa-
                rallelamente al tentativo di creare un porto franco, ma l’esperimento
                abortì sul nascere. Si intravvedeva in quei tentativi il pericolo di creare


                   10  The First Modern Economy di J. de Vries e Ad van der Woude, Cambridge Univer-
                sity Press, Cambridge, 1997.
                   11   I.  Cecchini  and  L.  Pezzolo,  Merchants  and  institutions  in  early-modern  Venice,
                «Journal of European Economic History», 41/2 (2012), p.89.



                Mediterranea - ricerche storiche - Anno XVIII - Agosto 2021
                ISSN 1824-3010 (stampa)  ISSN 1828-230X (online)
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